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La storia

Le origini

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Credo si possano nutrire pochi dubbi sul fatto che attorno all'attuale agglomerato rurale titianese vi sia stata la foce del fiume Anaxum, oggi Stella, e quindi la collocazione del "Portus Anaxum" in epoca romana.
Questa ipotesi naturalmente dovrà essere supportata da altre testimonianze repertali, ma ci sembra improponibile indicare altra località oltre Titiano che dia tante giustificazioni di ordine fisico e storico.
Comunque sia, nel comprensorio titianese emergono da sempre reperti dell'epoca dei Cesari e la conferma più plausibile è certamente il toponimo, Titiano appunto, "prediale" romano.

Nel periodo tardo romano le necessità militari-strategiche, unite a quelle di collegamento commerciale, avevano fatto sorgere, si può dire ad ogni foce di fiume, anche in questa parte dell'alto Adriatico, uno scalo con tutta una teoria di approdi che, iniziando da Aquileia-Grado, continuavano con Portus Alsa, Portus Anaxum, Portus Tiliavemptus Minor, Portus Tiliavemptus Maior, Portus Reatinum, Portus Liquentiae, fino certamente ed oltre il porto militare ed in misura minore, commerciale, di Ravenna-Classe.
Questo completamento di rete viaria che da codesti scali si addentrava nell'entroterra, costituendoli quali "raccordi" di largo respiro metteva in comunicazione la costa adriatica con il mondo celto-germanico-transalpino.

Questi scali in epoca barbarica prima, e probabilmente e maggiormente in quella precisamente longobarda poi, ebbero sempre maggiore impulso per una serie di fattori:

  • lo scadimento della rete viaria interna dovuta alla mancanza di manutenzione (cosa che regolarmente avveniva, in riatto, all'epoca romana), per il logorio degli agenti atmosferici naturali, per la naturale conformazione del suolo, in modo particolare presso la costa di natura palustre e lagunare e per la frequente intersezione di corsi d'acqua grandi e piccoli; ed ancora per l'implacabile fenomeno del bradisismo che alterava questo contesto;
  • la natura della dualità statuale politico-militare che vedeva la dominazione longobarda attestata all'interno, mentre quella romano-bizantina teneva lagune e costa (salvo rarissime eccezioni) - ivi spinta dall'occupazione longobarda - con una fascia, bizantina, che dalle coste dell'Istria arrivava con una fascia lagunare-marina, sin alla sede dell'esarcato a Ravenna.


Quale confine tra le due zone di influenza viene indicato dagli studiosi il percorso dell'antica via romana Annia, resa fatiscente, impaludata e pressoché impraticabile.
È intuibile che questi due mondi, a volte violentemente contrapposti, dessero uno stimolo massiccio ai traffici costieri e lungo le lagune, per quanto di questi sintomi i documenti siano molto avari.

Una certa analisi almeno cronologica, si può intuire dai titoli delle chiese. A Titiano abbiamo quello di

Santa Maria della Neve. Per quanto questo edificio sacro sia stato attribuito al XIII sec. e probabilmente ristrutturato nel XV all'epoca quindi della dominazione dei cavalieri teutonici, la presenza qui di un edificio deve essere di molto più antica con una connotazione attribuibile all'influenza cultuale-religiosa di matrice bizantina.

Precenicco e Titiano appartenevano religiosamente alla pieve di Santo Stefano di Palazzolo. Pure il titolo stefaniano è da attribuirsi al periodo pre-longobardo. La titolazione chiesiastica precenicchese di San Martino unita a quella della accessoria chiesuola di San Salvatore fanno con fondatezza pensare ad una istituzione d'epoca longobarda.

Ma Titiano compare con una menzione in qualche modo assai caratterizzante attorno al XII secolo. In questo periodo si assoda la presenza, in questa nostra zona, di almeno tre minuscole signorie feudali:

  • - i Carisacco con sede presso l'attuale San Giorgio di Nogaro;
  • - i di Titiano presso Precenicco;
  • - i di Rivarotta, presso Palazzolo.


I Carisacco si rammentano per la prima volta nel 1146 quali consorti e probabilmente anche uniti da vincoli di parentela con i signori del castello di Duino, presso Trieste.
Fecero sempre fazione con i castellani di Duino e con i conti di Gorizia.
La relativa influenza dei Carisacco appare legata alla sede della loro giurisdizione, Carisacco, appunto, posta a controllo sulla strada che portava da Concordia ad Aquileja.